La pandemia Covid-19 ha innescato una crisi che sta avendo un impatto enorme dal punto di vista economico, politico, culturale, psicologico e sociale. Dopo un anno particolarmente complesso, il Politecnico di Torino ha voluto promuovere un’iniziativa inedita, ovvero, un breve corso (in tutto undici incontri) - pensato in primis per i propri studenti ma aperto gratuitamente online a tutti gli interessati - per provare a orientarsi in una crisi che sta producendo disorientamento e incertezza.

Ecco perché l’Ateneo ha progettato “Tempi difficili - Mappe per orientarsi nella prima pandemia del XXI secolo”: un percorso di approfondimento in 11 tappe durante le quali esperti di chiara fama rifletteranno sulla pandemia Covid-19 da prospettive diverse, cercando di fornire strumenti utili per affrontare in modo più consapevole l’esperienza che stiamo tutti vivendo.

Nello spirito di dialogo con la cittadinanza che è alla base di Biennale Tecnologia (la cui prossima edizione si terrà nell’autunno del 2022), e data la rilevanza collettiva dell’iniziativa, il Politecnico di Torino ha deciso di aprire le sue porte, di modo che chiunque sia interessato ad ascoltare le lezioni possa farlo collegandosi liberamente e gratuitamente.

“Ricordando Dickens, viviamo davvero in tempi difficili. Tempi in cui è particolarmente importante che le Università – oltre a continuare a svolgere al meglio possibile le loro altre missioni - aiutino i propri studenti e più in generale la società a orientarsi nell’attualità, anche per provare a progettare il futuro, non semplicemente a subirlo. È certamente vero che cercare di riflettere su qualcosa della complessità di una pandemia mentre la stessa è ancora in corso è ambizioso e difficile. Tuttavia, armati di molta umiltà e di ancora più rigore siamo convinti di poter dare un contributo. Anche questo percorso, come già Biennale Tecnologia, si avvale - in vero spirito politecnico - di diversi tipi di saperi, tra cui la medicina, l’economia, la filosofia: solo così, infatti, possiamo sperare di capire la realtà in cui viviamo”, commenta Juan Carlos De Martin, Vice Rettore per la Cultura e la Comunicazione e ideatore dell’iniziativa.

Ogni lezione - dal 13 marzo al 5 giugno, sempre alle ore 16:00 del sabato - sarà fruibile online sul sito www.polito.it/tempidifficili e avrà la durata di circa un’ora. Dopo ciascun intervento, i docenti saranno disponibili per rispondere alle domande degli studenti e del pubblico. Gli interventi rimarranno poi disponibili sul sito dell’iniziativa, andando ad arricchire il già notevole patrimonio rappresentato degli incontri – in tutto circa 300 – del Festival della Tecnologia del 2019 e dell’edizione 2020, la prima, di Biennale Tecnologia.

 

Il programma di Tempi Difficili

Il percorso partirà sabato 13 marzo, con la lezione “Da Wuhan al vaccino: un anno di pandemia” a cura di Anna Masera, Garante dei lettori (e utenti web) del quotidiano La Stampa; dall'inizio del 2014 alla fine del 2015 è stata inoltre Capo dell'Ufficio Stampa e Responsabile della Comunicazione della Camera dei Deputati. La lezione, corredata di mappe, dati e visualizzazioni infografiche, offrirà uno sguardo a tappe cronologiche su come è nata, come si è evoluta e come è progredita fino ad oggi, nel mondo e in Italia, la pandemia. 

A Pierluigi Fagan, studioso della complessità e autore del libro “Verso un mondo multipolare”, è affidato il racconto di “Come eravamo. Il mondo prima del virus”: per capire come si è arrivati alla pandemia e valutarne l’impatto occorre una riflessione di lungo periodo sulla curva degli eventi che l'hanno preceduta. Per fare questo, la lezione - in programma sabato 20 marzo – tratteggerà gli elementi salienti degli ultimi settant’anni in termini di demografia, ecologia, globalizzazione, geopolitica, sviluppo tecno-scientifico, economia, società.

Sabato 27 marzo la parola passerà a Guido Alfani, professore di Storia Economica presso l’Università Bocconi di Milano ed esperto di demografia e di storia delle pandemie, tema che ha affrontato – insieme all’epidemiologa Alessia Melegaro - nel libro “Pandemie d’Italia” (Egea, 2010). L’esperienza storica delle grandi pandemie del passato, dalla peste del Trecento alle assai più recenti SARS e influenza suina, offre numerose opportunità per comprendere meglio la crisi che stiamo affrontando. La lezione “Dalle peste del ‘300 al Covid-19: quali insegnamenti dalla storia?” traccerà i punti di continuità storica così come i fattori di discontinuità, per individuare le possibili conseguenze di medio-lungo periodo, prestando particolare attenzione al tema della disuguaglianza e della povertà.

Con l’incontro di sabato 10 aprile il focus si sposterà sulla sanità pubblica: la pandemia ha colpito il nostro Paese in un momento in cui il Servizio Sanitario Nazionale aveva raggiunto il suo punto di massima debolezza ma allo stesso tempo ne ha messo in risalto il valore prezioso, da salvaguardare e potenziare. Nerina Dirindin - economista esperta di welfare e di politiche sanitarie, già docente dell’Università di Torino, autrice di numerosi libri sulla sanità pubblica - ripercorrerà la storia del SSN e la sua importanza civile, e spiegherà perché il momento di ristrutturare il sistema sanitario è ora, facendo tesoro di quanto abbiamo imparato nell’emergenza, nell’incontro: “Tutelare la salute: le sfide della sanità pubblica”.

Rino Rappuoli sarà protagonista dell’appuntamento di sabato 17 aprile, dedicato a un approfondimento specifico su un tema particolarmente attuale, del quale Rappuoli è tra i massimi esperti: “Vaccini e anticorpi monoclonali per riguadagnare la libertà”.  Nel corso della lezione, Rappuoli spiegherà come l'immunizzazione attiva e l'immunizzazione passiva si stanno dimostrando le migliori armi disponibili per salvare vite umane, salvaguardare l'economia e tornare al più presto a una vita normale.

Microbiologo, Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica nel 2005 e Professore di Vaccines Research presso l’Imperial College di Londra, Rappuoli è attualmente direttore scientifico e responsabile della attività di ricerca e sviluppo presso GlaxoSmithKline Vaccines di Siena. Rappuoli, che è membro della US National Academy of Sciences, della European Molecular Biology Organization e della Royal Society of London, ha pubblicato quasi 700 lavori su riviste scientifiche internazionali: è stato pioniere di paradigmi scientifici innovativi ed è tra i leader mondiali impegnati per il miglioramento e la sostenibilità della salute globale.

Le dinamiche del virus saranno al centro dell’appuntamento successivo, sabato 24 aprile, con Paolo Vineis. Professore ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l'Imperial College di Londra e Visiting Professor all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Vineis svolge ricerca nel campo dell'epidemiologia molecolare e coordina numerosi progetti internazionali. Ha all’attivo più di 1000 pubblicazioni su riviste come Nature, Science, Lancet, nonché vari libri (i più recenti con Codice Edizioni ed Einaudi Editore). Nella sua lezione “La rete del contagio: il virus e le sue dinamiche”, Vineis ripercorrerà l’origine del virus e della sua diffusione considerando tre prospettive: le condizioni preesistenti; l’interazione tra popolazioni umane e caratteristiche intrinseche del virus; il ruolo della geografia umana nel condizionare la diffusione.

Dopo aver ripercorso le dinamiche che hanno portato alla diffusione del virus, la lezione seguente - sabato 8 maggio - sposterà l’attenzione sul ruolo che ha avuto il digitale durante la pandemia. Sarà Juan Carlos De Martin, Professore al Politecnico di Torino, Faculty Associate dell’Università di Harvard e co-curatore di Biennale Tecnologia, ad approfondire le conseguenze del massiccio e improvviso passaggio all’online avvenuto circa un anno fa con la lezione: “La grande migrazione online: costi e opportunità”. Didattica a distanza dalle elementari all’Università, molti tipi di lavoro (anche se decisamente non tutti) svolti dalle stanze delle proprie abitazioni, visite mediche su Whatsapp, famiglie e amici che restano in contatto solo grazie agli ‘smartphone’. Quali sono stati i costi? Che cosa si è guadagnato? Chi ha vinto e chi ha perso? Poteva andare diversamente? E che mondo digitale vogliamo per i prossimi mesi e anni?

Cosa sta succedendo? Siamo di fronte al più grande evento della nostra vita? Cosa possiamo fare?

Domande ricorrenti nella vita di tutti da un anno a questa parte. Nella lezione “Si può dare un senso alla catastrofe? Un'indagine filosofica” di sabato 15 maggio Enrico Donaggio proverà a strutturare una risposta. Professore di Filosofia della storia all’Università degli Studi di Torino, Donaggio è anche Senior Fellow all’Institute for Advanced Study dell’Université Aix-Marseille, dove ha creato e dirige un collettivo di ricerca interdisciplinare internazionale su lavoro, libertà e utopia oggi. Nel suo intervento si interrogherà sul senso di questa pandemia, perché per decidere se rappresenta un evento dopo il quale il mondo non sarà più lo stesso, in meglio o in peggio, occorre prima di tutto tentare di interpretarla.

Il percorso prosegue sabato 22 maggio, con un incontro dedicato ai costi economici di questa crisi: “Come pensare i costi della pandemia”. La lezione sarà a cura dell’economista Cristiano Antonelli, che ha accettato una sfida particolarmente complessa: provare a ragionare su come pensare all’impatto economico – nelle sue varie declinazioni – della pandemia ancora in corso.

Antonelli ha lavorato nella Direzione Scienza Tecnologia e Industria dell'OCSE ed è stato Rockefeller fellow al Massachusetts Institute of Technology, per poi iniziare la carriera universitaria insegnando nelle Università di Sassari e della Calabria, al Politecnico di Milano, nelle Università di Manchester, Nizza, Lione, Aix-en-Provence, Parigi XIII e Parigi XII. Attualmente è professore ordinario di Politica Economica nel Dipartimento di Economia e Statistica Cognetti de Martiis dell'Università di Torino, Fellow del Collegio Carlo Alberto, e direttore della rivista "Economics of Innovation and New Technology”.

Per il decimo appuntamento, sabato 29 maggio, Tempi Difficili proporrà un incontro a più voci, coordinato da Luca De Biase, co-curatore di Biennale Tecnologia: “Risposte e prospettive per l’Italia del futuro”. La pandemia ha messo in evidenza particolari fragilità di alcuni sistemi fondamentali della nostra società: sanità, istruzione, lavoro e cultura/intrattenimento. Tuttavia, come tutte le discontinuità storiche, questa crisi contiene in sé anche grandi potenzialità di cambiamento e di miglioramento. Luca De Biase interagirà dunque con ospiti diversi, ciascuno esperto di un particolare ambito, con l'obiettivo di delineare che cosa dovrebbe cambiare in questi sistemi per uscire migliori da questa crisi.

La rassegna si concluderà sabato 5 giugno con una tavola rotonda finale incentrata sulla sociodemia: diagnosi e cura delle conseguenze sociali della pandemia. I lockdown decisi per contenere il contagio hanno generato conseguenze profonde nella struttura sociale del paese: hanno allontanato ulteriormente i ceti che già si trovano ai margini del modello di sviluppo attuale; hanno colpito in particolare le donne, dal punto di vista dell'occupazione, facendo fare un passo indietro ai temi di genere nella società italiana; hanno peggiorato le condizioni dei giovani da ogni punto di vista: dalla scuola all'accesso al lavoro. Che cosa si può fare ora?

Per tentare di rispondere a questa domanda interverranno alla tavola rotonda, moderata da Luca De Biase, Enrico Giovannini, Fabrizio Barca ed Elena Granaglia.

Economista, statistico e accademico italiano, Enrico Giovannini è Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nel governo Draghi. Co-fondatore dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, è stato Chief Statistician dell'OCSE dal 2001 al 2009 e Presidente dell'Istat dal 2009 al 2013. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta.

Fabrizio Barca è esperto di politiche di sviluppo territoriale. Ha insegnato presso le università di Milano (Università Bocconi), Modena, Parigi (Sciences Po), Siena, Roma, Parma e Urbino; è stato Visiting Professor presso il MIT di Boston e Stanford University. Ha pubblicato numerosi saggi su teoria d'impresa, corporate governance, storia del capitalismo italiano e politiche regionali. È stato presidente del Comitato per le politiche territoriali dell'OCSE dal 1999 al 2006 e dal novembre 2011 all'aprile 2013 è stato Ministro senza portafoglio con delega per la coesione territoriale nel governo Monti. È oggi coordinatore del Forum Diseguaglianze e Diversità.

Elena Granaglia è docente di Scienza delle Finanze al Dipartimento di Giurisprudenza di Roma3 dopo essersi laureata a Torino e aver conseguito un master ad Harvard. Da sempre è interessata al rapporto fra giustizia sociale e disegno istituzionale delle politiche di distribuzione delle risorse. Ha svolto diverse attività di consulenza per il Governo in materia di politica sociale (sanità e politiche contro la povertà).

 

Tutte le lezioni di Tempi Difficili saranno trasmesse gratuitamente online in streaming sul sito  www.polito.it/tempidifficili. Come già per Biennale Tecnologia, i video delle lezioni verranno resi liberamente disponibili online. Sempre grazie al sito è possibile consultare il programma completo e più in generale rimanere informati in merito all’iniziativa.

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